Archive | China News (Italian) RSS feed for this section

Cina-Giappone, rapporti sempre piu’ tesi. Pechino non partecipera’ al Festival del Cinema di Tokyo

26 Oct

La Cina ha deciso di ritirarsi dalla 23/a edizione del Festival del cinema di Tokyo e ha anche annunciato che intende boicottare tutti gli altri eventi connessi. Lo riferisce il Global Times. La decisione cinese è derivata dal fatto che il Giappone ha consentito la partecipazione al Festival di una delegazione di Taiwan separata da quella cinese. Il capo della delegazione cinese, Jiang Ping, ha fatto sapere agli organizzatori che la delegazione di Taiwan avrebbe dovuto partecipare sotto il nome di «Taipei cinese» termine già usato da Taiwan durante le scorse olimpiadi. Jiang, che è anche vice direttore generale della Commissione cinese per la Radio, i film e la TV (SARFT), ha detto alla stampa che «la Cina intende protestare contro gli organizzatori che hanno introdotto le due delegazioni come Cina e Taiwan». Jiang ha poi aggiunto che la protesta non è contro i compatrioti di Taiwan ma contro gli organizzatori giapponesi che hanno violato una disposizione della Cina. La delegazione taiwanese ha invece fatto sapere tramite il suo capo, Chen Chih-kuan, direttore del dipartimento governativo dell’informazione e della cinematografia, che l’arte dovrebbe restare separata dalla politica. Durante il festival era prevista la proiezione di nove film in lingua cinese che sono stati cancellati. Taiwan è stata colonia giapponese dal 1895 al 1945. La Cina ora sostiene che sia una sua parte inalienabile. Le relazioni sino-giapponesi stanno vivendo recentemente una fase di tensione. Il peggioramento si è avuto da quando il Giappone ha catturato un capitano cinese la cui nave era entrata in collisione con una nave guardacoste giapponese nei pressi delle isole Diaoyu nel mare orientale della Cina, che sono controllate dal Giappone ma che sono rivendicate anche dalla Cina e da Taiwan. «Il Giappone dovrebbe sapere – ha detto Liu Jiangyong, vice direttore dell’Istituto di Studi Internazionali alla Tsinghua University – che Taiwan è al centro degli interessi di Pechino e che la Cina su questo non accetterà mai compromessi. Tokyo non dovrebbe complicare la situazione, specie ora che le relazioni tra Cina e Giappone sono tese». Il ministro degli esteri giapponese, Seiji Maehara, ha detto che in quanto seconda e terza economia del mondo, Giappone e Cina dovrebbero lavorare insieme. In risposta, il portavoce del ministero degli esteri cinese, Ma Zhaoxu, ha detto in un comunicato che «la Cina si aspetta che il Giappone collabori per mantenere e migliorare le relazioni bilaterali fra i due paesi che portano benefici a entrambi». Fonte Ansa

Advertisements

Cina, il virus Stuxnet manda in tilt milioni di computer

1 Oct

Un virus informatico estremamente sofisticato ha colpito milioni di computer usati nell’ industria cinese. Lo scrive oggi il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post (Scmp). Il giornale afferma che il virus è conosciuto come Stuxnet ed è stato definito «la prima super-arma cibernetica». Stuxnet colpisce i sistemi informatici creati dalla compagnia tedesca Siemens, una delle principali fornitrici di computer della Cina. Il virus avrebbe colpito circa sei milioni di computer. L’ attacco informatico sarebbe partito dal territorio degli Stati Uniti. Una portavoce della Siemens ha affermato che molti sistemi informatici di sua produzione vengono usati anche ad Hong Kong, ma non si ha no «Campanelli di allarme sono suonati in tutti i principali settori industriali», ha dichiarato al giornale Wang Zhantao, un ingegnere informatico cinese che lavora nella diffusione dei programmi anti-virus. L’ agenzia Nuova Cina aggiunge che secondo un alto funzionario del ministero dell’ industria e della tecnologia informatica di Pechino, se l’ attacco si rivelerà «serio», il governo cinese potrebbe «riconsiderare (l’opportunità) di concedere le licenze ai prodotti della Siemens». Il giornale aggiunge che la stessa Siemens ha individuato il virus nel luglio scorso, basandosi sulle informazioni ricevute da clienti che ne erano stati vittime. Fonte Ansa

Cina: la maggior parte dei mendicanti sono truffatori

21 Sep

La maggior parte dei mendicanti cinesi sono «professionisti» che fingono di essere disabili e spesso sono legati a bande criminali. Lo scrive oggi il quotidiano Global Times. Il quotidiano cita un rapporto stilato da un istituto di ricerca di Guangzhou, nel sud della Cina, secondo il quale «l’ 80% dei mendicati che agiscono in città sono dei truffatori». Molti di loro, aggiunge il giornale ,«fingono delle disabilità e molti sono sotto il controllo di gruppi criminali, che a volte rapiscono dei bambini e li costringono a mendicare». Li Yingsheng, dell’ Istituto per la ricerca sulla popolazione di Pechino, ha dichiarato al giornale che «un mendicante, vero o finto, può guadagnare a Pechino dai 20 ai cento yuan (dai 2 agli 11 euro) al giorno a secondo dei metodi che usa, cantare, suonare uno strumento, esporre cartelli con storie commoventi…». «Alcuni – prosegue Li – usano dei bambini e a volte li mutilano crudelmente per suscitare commozione». I pochi mendicati «veri», aggiunge il Global Times, sono immigrati dalle campagne che non hanno un lavoro e non hanno un permesso di residenza e, piuttosto che vivere nei rifugi gestiti dal governo locale preferiscono rimanere sulla strada dedicandosi ad un’ attività che produca un minimo di reddito. Fonte Ansa

Adesso la Cina punta sugli yatch

20 Sep

Adesso la Cina punta sugli yatch.

Cina: torna libero il giornalista critico sulla Diga delle Tre Gole

18 Sep

 È stato rilasciato su cauzione, Xie Chaoping, scrittore cinese arrestato per «attività commerciali illegali», in quanto vendeva il suo libro critico sulla dislocazione forzata delle persone a causa dell’apertura della Diga delle Tre Gole. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. Lo scrittore era stato arrestato all’inizio del mese a Weinan, della provincia nord occidentale dello Shaanxi e, secondo il portavoce del procuratore della zona, è stato rilasciato perchè la polizia non aveva prove evidenti contro di lui. Il libro di Xie, intitolato «La Grande Emigrazione», è basato su decine di interviste con persone costrette a trasferirsi altrove prima che i loro villaggi fossero sommersi dall’acqua del bacino della diga. Fonte Ansa

%d bloggers like this: